“I have a wonderful child and a great marriage because I apply L. Ron Hubbard’s technology to this area of my life”.

Sono le parole che John Travolta usò durante un’intervista pubblicizzando la sua adesione a Scientology. Ebbene, in questo inizio del 2009 il ‘meraviglioso bambino’ di John Travolta, Jett, sedici anni, è morto durante la vacanza alle Bahamas con la famiglia proprio a causa dei pregiudizi criminali imposti da questa organizzazione pseudo-religiosa.

Avrebbe compiuto 17 anni nel prossimo mese di aprile, ma un attacco cardiaco l’ha stroncato. Il padre è comprensibilmente sconvolto, ma da più parti lo accusano di negligenza.

Il sito Tmz.com, che per primo ha rilanciato la notizia citando fonti locali, ha scritto che Jett era stato visto vivo l’ultima volta giovedì sera, quando stava entrando in bagno. Il ragazzino è stato trovato inerte per terra il mattino dopo alle dieci. La corsa in ambulanza al Rand Memorial Hospital di Freeport è stata inutile: i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Fin qui il bollettino della polizia di Old Bahama Bay.

Micheal Ossi, il legale di John Travolta, ha negato che Jett sia rimasto per tante ore da solo senza aiuto ed ha precisato che la morte sarebbe avvenuta due ore dopo il ricovero. Qualunque sia stata la dinamica, sarà precisata dalle indagini in corso.

Secondo quanto riferito concordemente da tutti i conoscenti ed i parenti, Jett Travolta era autistico, ma il padre ha sempre negato la circostanza, rifiutandosi di far seguire al figlio un programma psichiatrico, un tipo di intervento medico che Scientology vieta ai suoi seguaci. Scientology non permette di diagnosticare un disordine neurologico e non ammette l’idea che si possa trattare con i farmaci. I genitori, irrimediabilmente plagiati dagli stregoni scientologici, hanno sempre sostenuto che la disabilità del figlio fosse dovuta alla Sindrome di Kawasaki, provocata dalle “tossine ambientali prodotte dai detersivi domestici”, ovvero dall’eccesso di detersivi usati per disinfettare la casa. John Travolta era ossessionato dai germi, lo aveva raccontato nel 2001 a Larry King durante un’intervista televisiva: “Jett a due anni quasi morì. Ebbe un attacco terribile, tremava tutto, la febbre alta”. Nonostante l’evidenza di una crisi convulsiva, prese l’assurda decisione di negare a suo figlio cure specialistiche, abbandonandolo “a un programma di detossificazione proposto da Scientology”.

Secondo le notizie apparse sulla stampa inglese ed americana, Jett aveva in passato assunto un potente anticonvulsivo per calmare la frequenza delle violente crisi epilettiche di cui era preda ogni quattro giorni e lo lasciavano debilitato per molte ore. Il farmaco, il Depakote, ha cessato di avere effetto dopo un paio di anni, così John Travolta e sua moglie Kelly Preston avevano preso la decisione di interrompere il farmaco. Ed in effetti i primi elementi emersi dall’indagine mostrano che Jett Travolta soffrisse regolarmente di crisi epilettiche.

La sindrome di Kawasaki non può causare convulsioni, ed invece le persone affette da autismo sono soggette a crisi molto simili ad attacchi epilettici. L’autismo di Jett Travolta è evidentemente degenerato per la mancanza di cure appropriate e le continue crisi ne hanno minato l’organismo. Sue Davidson del Gruppo di Supporto per la sindrome di Kawasaki della Gran Bretagna ha “seguito circa 1200 bambini oltre i 14 anni e nessuno di essi ha mai sofferto di convulsioni. La sindrome di Kawasaki è risultata letale solo nei casi in cui non è stata diagnosticata”.

Il sito Hollywood Interrupted ripropone una intervista del 10 maggio 2007 a Tim Kenny, gestore di un ristorante a Ocala, in Florida, dove si trova l’abitazione dei Travolta. “Quando venne da me con suo figlio gli chiesi, da padre a padre di una bambina autistica, se faceva seguire qualche cura particolare a Jett. Lui rispose che cercava di stimolarlo nelle arti. E si offrì di spedirmi un libro di Scientology…” ed aggiunge: “non posso dire che quel ragazzino abbia subito degli abusi, ma di sicuro Scientology ha una grossa responsabilità nella negligenza con cui è stato curato”.

Altri familiari di autistici avevano manifestato una analoga amarezza sul Sunday Telegraph nel 2007, perché Travolta – a differenza di altri personaggi famosi colpiti da vicino dall’autismo, come Sylvester Stallone, il campione di football Doug Flutie e la cantante Toni Braxton – non aveva mai voluto impegnarsi nelle campagne di sensibilizzazione o nelle raccolte fondi. Sempre Hollywood Interrupted nel 2006 denunciò la clamorosa assenza a Los Angeles all’anteprima del documentario “Normal People Scare Me”, dedicato all’autismo e prodotto da Joey Travolta, fratello di John.

Joey è sempre stato convinto che Jett fosse affetto da autismo, in costante disaccordo col fratello John sul trattamento sanitario da somministrargli. Per lui era una cosa tanto evidente che per convincersi sarebbe bastato trascorrere cinque minuti con Jett.
Purtroppo a causa della loro fede in un’azienda pseudo-religiosa, i suoi genitori semplicemente negavano il fatto che si potesse essere autistici. Il Los Angeles Times sottolinea il fatto che Scientology ritenga la malattia mentale come psicosomatica contro l’evidenza scientifica.

Sean Rhodes, esperto in sindrome autistica: “Se l’autismo in un bambino non viene diagnosticato, può essere molto pericoloso. Ignorare il lavoro di ricerca degli ultimi sessant’anni vuol dire chiudere gli occhi di fronte ad avvisi di pericolo mortale.”

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