Per la serie “botti di fine anno”, l’ex comico ormai fa ridere soltanto per la sua patetica ridicolaggine.
La sua megalomania gli fa addirittura sbandierare una grottesca storia di censura ai suoi danni da parte di Google. Come se il sito che convoglia oltre il 60% delle ricerche web al mondo possa essere interessato ai deliri di un vecchio buffone arrabbiato.
Ignorando completamente il funzionamento del motore di ricerca, si lamenta che nei suggerimenti di ricerca di Google, altri ‘Beppe’ siano proposti al suo posto. Ma con queste urla isteriche ed infantili dimostra soltanto la sua abissale ignoranza: i suggerimenti sono proposti sulla base della frequenza delle richieste e di molti altri parametri. Questo vuol dire che se lui stesso non ha mai cercato il proprio nome completo, tale richiesta non gli verrà mai suggerita prima di altre.
Prova ne sia che cercando ‘Beppe’, il suo sito web risulta comunque il primo risultato. Infatti la ricerca (non il suggerimento) viene invece fatta sulla popolarità del sito web.
Le bugie di Beppe Grillo vengono smontate completamente in due post da Alessandro Ronchi e da Simone Brunozzi, che sottolineano in particolare l’assurdità delle sue pretese.
Ma questo grillo urlante ha da tempo perso il lume della ragione. Ormai crede di poter spacciare per informazione ogni capriccio sbattendo i piedi come un bimbino quattrenne. E questo anche grazie ai numerosi babbei che assecondano le sue manie di grandezza.
L’indice del rincoglionimento di Beppe Grillo è evidente in un aggiornamento del suo post, quando evidentemente si accorge di aver scritto delle idiozie, ma al suo solito, si rifiuta di ammettere l’errore e sostiene che Google avrebbe “corretto la censura” nel giro di 24 ore, grazie alle e-mail di protesta che i succitati babbei avrebbero inviato.
Beppe Grillo ci faccia il piacere, se ne vada. Di imbecilli in giro per internet ce ne sono già troppi.
Etichette: Beppe Grillo, bufale, Google, Ubuntista
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[...] recentemente si sono fatti notare qui non sono una sorpresa. Li aspettavo, prima o poi: in fondo ho osato mettere in dubbio l’affidabilità di Sua Santità Beppe Grillo svelando qualcuna delle sue continue menzogne. I seguaci di questa nuova ridicola religione sono i [...]
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[...] Trovo patetico cercare di farsi pubblicità con questi mezzi. Se invece la ‘lettera aperta’ è stata redatta in buona fede, allora suggerirei un pochino di umiltà, di stare attenti a costruirsi teorie strampalate senza la minima verifica dei fatti: ci si riduce a scovare complotti ovunque, proprio come Beppe Grillo. [...]












Certo, leggere sul sito di uno spammer, un articolo contro Beppe Grillo, smontato poi da Simone “cane” Brunozzi, da ragione alla legge anti-blog.
Fermorestando che Grillo ha pisciato fuori dal vaso questa volta, non essere d’accordo con il suo modo di fare è un conto, dargli del megalomane infantile è un altro, solo per tutto quello che ha detto e fatto in tutti questi anni per aprire gli occhi a quel buon 60% degli Italiani che se scoppia una bomba nella loro casa se ne accorgono il giorno dopo.
Rispondi a furfanteIniziare con insulti è tipico di una persona incapace di intavolare discussioni serie.
Si dimostra così, ancora una volta, che l’infantilismo è un tratto caratteristico anche dei seguaci di Beppe Grillo.
Anche questo commento firmato ‘furfante’ (nomen omen?) invoca censure contro chi esprime verità ’sgradevoli’. Probabilmente è incapace di formulare argomentazioni più complesse.
Del resto è il solito tratto caratteristico del babbeo: quando non si hanno argomenti per rispondere, si passa agli insulti personali. Patetico.
Rispondi a AleksOttimo post. E ti auguro di non dover usare troppo la moderazione, che qua mi sa che arriveranno un sacco di troll…
Rispondi a LazzaNon so se Grillo abbia fatto aprire gli occhi agli italiani.
Rispondi a KocIncazzarsi non significa automaticamente aver ragione.
Di sicuro, il buon Beppe ha fatto aprire il portafoglio ai suoi seguaci. Gente che per lo più non ha mai avuto un’opinione propria in tutta la vita.
40 euro per vedere un suo “spettacolo” (chiamamolo così, anche se mi sembra più un’accozzaglia di parolacce, bufale e qualche denuncia sensata, ma espressa nelle modalità più errate).
40 euro dicevo: la stessa metodologia (lo spettacolo dal vivo) usata dai cantanti che si rifanno dal non riuscire più a vendere un disco originale.
La gente di Grillo s’incazza; allo stesso tempo, Grillo incassa.
Aleks, il tuo reply è applicabilissimo al titolo della tua notizia ed al criterio della tua stesura.
Rispondi a furfanteNon sei neanche un giornalista, se uno come tutti che con 60 euro ha comperato un dominio, quello che dici non ha sicuramente più validità di quello che altri hanno FATTO al conrario di gente che parla parla e non combina niente.
Il fatto che BG abbia dato dimostrazione di non capire niente di come funziona un motore di ricerca come google non avvalora nessuna delle tesi mosse contro di lui, oltretutto perchè argomentare contro qualcuno che fa parte della scia di bloggers che fanno notizia con le notizie di altri e vi fate forza sulle cadute dei grandi, che prima di ritrovarsi in terra hanno camminato diritti per anni senza mai un sussulto… sembrate (tu e il 90% dei blogger) il pubblico dei programmi di Maurizio Costanzo… e di suo marito Maria.
@Koc: la differenza è che se non vedi BG i tuoi soldi te li tieni in tasca al 100%, se non vai al concerto della Pausini, parte di quei soldi risparmiati se li intasca lei con il primo DVD vergine che compri.
Non è per difendere BG ma per accusare il sistema.
Rispondi a furfante@furfante:
Chi io sia tu non lo sai. E comunque non ha alcuna importanza: hai dimostrato ancora una volta di essere il solito troll senza idee.
Ho descritto il comportamento da megalomane infantile di Beppe Grillo. Se non sai cosa vuol dire, puoi controllare su un vocabolario. Italiano, mi raccomando, non svedese.
Ma non c’è nulla che abbia bisogno di essere avvalorato: basta leggere ciò che Beppe Grillo scrive per verificare il suo pessimo stato mentale.
Le tue frasi sconnesse confermano peraltro ciò che scrivevo prima: non sei in grado di smentire una sola parola, eppure continui a blaterare senza senso. Rileggi ciò che hai scritto: non ci sono argomenti. Sei così abituato a sentirti dire cosa devi pensare che ormai non sai più farlo da solo?
Finisci persino per contraddirti da solo. Infatti rispondi a Koc sostenendo di “accusare il sistema”, ma così facendo confermi le perplessità da lui espresse: secondo quanto dici Beppe Grillo è dunque parte integrante del sistema che tu “accusi”.
Ti consiglio di capire ciò che scrivi prima di inviarlo: ci faresti figure migliori.
Rispondi a AleksBabbeo.