Dopo anni di convivenza con inquilini più o meno piacevoli, è venuto il momento di compiere il salto definitivo e trovar casa per conto proprio. In verità era da molto tempo che avrei voluto saltare, ma il lavoro traballante e la paga scarsina sconsigliavano acrobazie.
Da molti mesi il nuovo lavoro mi compensa in modo sensibilmente più generoso, così mi sono messo alla ricerca di casa mia.

Io cerco spazio. Spazio fisico che è anche spazio mentale per le mie molto varie attività. Spazio per lo studio, per la nuova avventura universitaria appena iniziata; spazio per il teatro, dalla scrittura alla creazione delle scenografie, dalle prove alla produzione delle colonne sonore e dei video; spazio per dipingere senza decorare involontariamente il resto del mio mondo con schizzi di solventi e vernici; spazio per lavorare al mio microscopio, che sto montando pezzo per pezzo, e spazio per utilizzarlo comodamente in un mini laboratorio fino ad ora solo progettato.  Infine spazio per l’attrezzatura informatica, strumento del mio lavoro e di altre quisquilie.

E poi?
E poi lo spazio per vivere e per ospitare, per me e per gli amici, spazio per i libri, per i dvd; lo spazio per la palestrina privata e per i vestiti… insomma spazio per me.

Così lunedì, dopo il lavoro, mi sono diretto verso il centro città, ho parcheggiato dalle parti del Duomo ed ho cominciato a camminare. La giornata era splendida. Il sole, poche bianche nuvole, il calore piacevole ed il vento moderato concorrevano alla sensazione di benessere misto a quella tiepida stanchezza delle serate estive.

In quella zona della città non è difficile imbattersi in espositori in cui giacciono le pubblicazioni di annunci immobiliari: buona fonte d’informazioni. L’obbiettivo della passeggiata era raccoglierne un paio per una comoda consultazione casalinga. I programmi, come è nella loro natura, cambiano.

La prima agenzia immobiliare sulla mia strada aveva la porta d’ingresso aperta. Io mi sono avvicinato, ho raccolto un giornale di annunci dalla pila sbirciando all’interno ed ho visto l’agente. Lui ha visto me. Era al telefono. A gesti gli ho chiesto se potevo entrare. Ha detto si indicando la sedia di fronte a lui.

I successivi dieci minuti li ho passati ad ascoltare il suo eloquio esibito nei confronti di una indifesa signora colpevole solo di voler regalare al figlio una casa, ma senza spendere più di duecentocinquantamilaeuro. Poveraccia.

Il Tizio posa il telefono, approfitto di quella stretta intercapedine di silenzio ed appena prima che lui recominci a parlare, io mi presento e spiego cosa voglio.
Poche volte mi sono sentito tanto sicuro di me, e tutte mentre ero sopra un palcoscenico. Avevo il controllo perfetto e lucido di tutto ciò che avrei dovuto comunicare. Mi limitavo a regolare tonalità ed espressione corporea per completare la presa sul mio ristrettissimo pubblico.

Mi dice che c’è un piccolo appartamento nuovo, ma fuori città. La cosa non mi entusiasma però acconsento ad una visita per il giorno successivo. Mentre il tizio prende accordi per organizzarla, gli chiedo a tradimento se ci sia dell’altro per me in città.
Svogliatamente mi parla di un appartamento, più grande, a cinque minuti dal mio posto di lavoro. E mi fa presente che costa di più. Gli dico che voglio vederlo, così mi promette di contattare la proprietaria per organizzare una seconda visita, anche se non mostra molta convinzione. Mi faccio l’idea che a lui non piaccia, non è chiaro se l’appartamento o la mia scelta di interessarmene.

Nel frattempo è entrata una coppia di anziani che li Tizio saluta cordialmente come persone conosciute. Mi rendo conto che ormai è distratto dai clienti in attesa. Dal momento che ho ottenuto da lui quel che volevo, prendo congedo dopo aver confermato i dettagli dell’appuntamento.

1- Continua.

Articoli Correlati

Etichette: ,

  1. nazanin ha scrcitto quanto segue il 14 luglio 2008 alle 07:21.

    questi agenti….!!! nn cadere pero’ nelle loro tentazioni:D

    Rispondi a nazanin
  2. Kociss ha scrcitto quanto segue il 22 luglio 2008 alle 17:37.

    Ahò, ma lo spazio per lavorare e dormire?
    Oppure, hai intenzione di affittare anche giornate di 36 ore?

    Rispondi a Kociss
  3. Aleks ha scrcitto quanto segue il 22 luglio 2008 alle 23:13.

    Lavoro in ufficio.
    E ci dormo, anche. ;-)

    Rispondi a Aleks

Lascia un commento

;) :| :x :twisted: :) 8O :( :roll: :P :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :D :evil: :cry: 8) :arrow: :? :?: :!:

  1. Presto disponibile.
    Vai avanti e inizia a scrivere.