25 gen 2010 @ 11:04 PM 

Questa mattina alle sette c’erano diciotto nuove email arrivate durante notte.

Ho emesso una vocale di sorpresa, mi sono chiesto cosa fosse successo e poi ho notato che si trattava di messaggi d’auguri. L’anniversario della propria nascita non è una data che si dovrebbe dimenticare. Ma non è questo il punto.

Ricevere gli auguri dagli amici è cosa piuttosto comune. Ma oggi c’era qualcosa di speciale in quei messaggi. E siccome difficilmente riuscireste ad indovinare cosa, ve lo dico io.

Molti di quei messaggi sono arrivati da amici che un anno fa non conoscevo neppure. Solo un anno fa: pare incredibile.
Sono stati dodici mesi importanti ed intensi, quelli appena trascorsi. Forse i migliori che io ricordi. In parte è stato per merito mio, e molto di più per merito delle persone che ho avuto la fortuna di conoscere e frequentare durante tutto il 2009. Ma nemmeno questo è il punto.
Sono cambiati anche i post di questo blog, gradualmente. Gli argomenti sono andati specializzandosi ed il modo di affrontarli ha subito una evoluzione. Anche il mio modo di scrivere è cambiato. Solo la struttura del sito, pensata qualche anno fa per scopi differenti, è rimasta indietro. Nonostante alcuni tentativi di riorganizzazione dei materiali, tutti inesorabilmente conclusi prima di produrre frutti.

È venuto il momento di far pulizia. Questo è il punto.

Già dalla scorsa estate ho cominciato a ripensare contenuti e contenitore. Ho cercato una veste grafica adeguata e soluzioni per la gestione di utenti e commenti ottimale per garantire libertà d’espressione evitando nello stesso tempo troll e disturbatori. Ho lavorato sulla tecnica espositiva, sullo stile della mia prosa, rallentando la pubblicazione di nuovi articoli. L’ultimo risale infatti a più di un mese fa, nonostante gli argomenti non siano mancati.

E adesso si cambia.

Le modifiche saranno profonde, non soltanto cosmetiche. E non si esauriranno in poche serate di lavoro. I vecchi articoli ed i commenti restano momentaneamente offline in attesa di una revisione ed una collocazione nel nuovo sistema di argomenti ed etichette. Molti dei “link permanenti” cesseranno di funzionare ed è molto probabile che il numero di lettori quotidiani (tra 120 e 180) subirà un forte calo. Pazienza, la qualità paga a lungo termine.

Per accedere a specifiche parti del vecchio sito non ancora migrate o per richieste e suggerimenti di ogni tipo, potete contattarmi dalla pagina specifica. Farò il possibile per ridurre al minimo i disagi e per rispondere in modo soddisfacente.

I siti web nascono e muoiono secondo la volontà dei creatori. Questo blog muore per dar vita ad un se stesso migliorato (spero). Come il bruco e la farfalla.
Oggi inizia l’interregno della crisalide.

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Posted By: Aleks Falcone
Last Edit: 27 gen 2010 @ 08:06 PM

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 10 nov 2009 @ 11:22 PM 

Una recente discussione online mi ha indotto a raccogliere una buona quantità di materiale sulla pratica pseudoscientifica denominata rabdomanzia.

Le affermazioni del mio interlocutore, un noto sedicente sensitivo, sono state facilmente smentite con un minimo di verifica. Senza considerare i frequenti ricorsi a forzature (il)logiche ed a grossolane falsificazioni dei fatti.

Per la verità, questo presunto rabdomante non ha mai mostrato di voler realmente discutere in modo costruttivo, passando all’offesa ed alle minacce personali verso chiunque mostrasse un accenno di scetticismo nei confronti dei suoi racconti (era un forum pubblico). Comportamento, questo, che di solito non si accompagna alla buona fede.

Ho lasciato quasi subito l’inutile flame alle convulsioni trolleggianti di quel noto rabdomante ed alla sua pochezza umana ed intellettuale. Mi risulta che successivamente sia stato espulso dal forum per le sue intemperanze diffamatorie e volgari.

Per inciso, di solito chi sostiene erroneamente di possedere poteri paranormali, lo fa in buona fede, senza eccessi di presunzione e maleducazione come questi.

L’informazione corretta sul web sulla cosiddetta rabdomanzia è molto scarsa, sommersa com’è dalla miriade di siti dei “fedeli” del paranormale. Mi propongo, quindi, di fare un po’ di chiarezza, nel mio piccolo, fornendo qualche riferimento per approfondire la questione.

Rabdomanzia e Rabdomanti

L’etimologia dice tutto. Il “rhàbdos” è una bacchetta, tradizionalmente di legno, con cui si pratica una “mantèia“, letteralmente “acquisizione di notizie tramite riti religiosi“.

Nata probabilmente come arte divinatoria praticata in ambito religioso, la rabdomanzia alla fine del Medioevo sopravvive, come la conosciamo oggi, in persone credenti nel paranormale che sostengono di poter trovare acqua, metalli, giacimenti di ogni genere e perfino siti archeologici.
Nulla di strano, dunque, se i rabdomanti erano considerati preda di superstizioni o addirittuta dediti alla stregoneria.

La rabdomanzia è dunque un rituale magico che secondo la tradizione permetterebbe di localizzare oggetti presenti nel sottosuolo utilizzando come strumento una bacchetta di legno biforcuta (o altri oggetti simili). Nonostante l’evidente affinità con i rituali prescientifici della stregoneria e dell’occultismo, ci sono ancora nel ventunesimo secolo ciarlatani che vendono le loro presunte facoltà di rabdomanti. E ci sono, naturalmente, anche tanti ingenui che pagano per un servizio inesistente.

Si potrebbe pensare che, se delle persone sono disposte a pagare, allora qualche risultato concreto sia stato raggiunto. Non è così.

Trovare acqua nel sottosuolo è una capacità che tutti possono sviluppare… con studio e pratica. Qualche conoscenza di idrogeologia e l’abitudine a riconoscere i corretti segnali ambientali permette a chiunque di intuire dove sarà più facile incrociare una falda. Comunque sia, sono poche le zone del territorio italiano dove, scavando, non si possa trovare dell’acqua.

Premesso ciò,tutte le sperimentazioni condotte fino ad oggi in condizioni di controllo su sedicenti rabdomanti sono fallite. Le indagini svolte dall’esperto in truffe e frodi scientifiche James Randi, del C.S.I. (ex CSICOP) americano e dal CICAP in Italia, hanno dimostrato più volte che le percentuali di successo dei rabdomanti in nessun caso superano quelle statisticamente previste dal caso. In altre parole, allo stato attuale delle conoscenze, non esiste alcun potere rabdomantico e chiunque, indicando punti a caso dove scavare, può ottenere gli stessi risultati dei sedicenti fenomeni con la bacchetta.

Eppure questa superstizione persiste. D’altra parte, il giro d’affari annuale di maghi, cartomanti, venditori di fumo e truffatori d’ogni genere, nell’ordine di molti miliardi di euro, ci fa ricordare che per ogni imbroglione sono sempre in molti disponibili a farsi imbrogliare. L’irrazionalità esercita un forte richiamo sugli ingenui e sugli sprovveduti. Tutti conosciamo qualche assiduo lettore di oroscopi.

Il rituale

Il rabdomante utilizza tradizionalmente una bacchetta di legno o metallo a forma di lettera Y. Questo strumento viene tenuto con le due mani dall’estremità biforcuta in equilibrio instabile e con le braccia che restano in tensione. In questo modo, ogni naturale micromovimento involontario dei muscoli viene amplificato provocando un’oscillazione della bacchetta. Quest’ultima può subire movimenti improvvisi anche senza alcuna intenzionalità da parte del rabdomante, perfettamente spiegabili senza che sia necessario chiamare in causa alcun fenomeno misterioso.

Oggi la bacchetta a Y è spesso sostituita da due bacchette metalliche, una per mano, che ruotano liberamente in una guida, mentre alcuni rabdomanti usano un “pendolo” appeso ad un filo. Il principio di funzionamento non cambia: i micromovimenti involontari vengono amplificati da uno strumento molto instabile suscitando l’impressione che ci siano “forze” invisibili all’opera.

Secondo i sostenitori del paranormale, sarebbe il cervello, stimolato dalla presenza nel sottosuolo di determinate sostanze, a trasmettere i movimenti involontari. Tale spiegazione, del tutto insoddisfacente, lascia il tempo che trova. Nei fatti il rapporto tra movimento della bacchetta e presenza nel sottosuolo di acqua (o qualunque altra sostanza il sensitivo dichiari di poter rilevare) è del tutto illusorio, sussistendo realmente soltanto in percentuali che non si discostano dalla casualità matematicamente determinata.

Dai sostenitori del paranormale vengono solitamente presentati unicamente i casi di “successo”, tacendo gli insuccessi. In tal modo i fatti vengono manipolati per indurre la falsa conclusione che questa pratica pseudoscientifica abbia un qualche fondamento.

In realtà, considerando tutti i casi di previsione e tenendo conto che l’acqua nel sottosuolo è presente quasi ovunque, seppure a profondità diverse, si ottiene una valutazione oggettiva che esclude del tutto la necessità di ricorrere alla teoria paranormale per spiegare le coincidenze tra affermazione del rabdomante e presenza di acqua.

Sperimentazioni, James Randi e il CICAP

Ovviamente tutto è possibile, persino che prima o poi qualcuno dimostrasse di possedere realmente un qualche potere paranormale. Per questo è ancora a disposizione il premio Randi di oltre un milione di dollari per chiunque sia in grado di riuscirci. Per l’Italia, referenti incaricato di prendere contatto e di organizzare la sperimentazione preliminare è il CICAP, Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale.

Le sperimentazioni solitamente non vengono eseguite in ambienti naturali. La conformazione del territorio e precisi segnali ambientali consentono a chiunque abbia qualche conoscenza idrogeologica di intuire dove sia più probabile trovare falde acquifere. In tal caso non serve avere facoltà paranormali per ottenere una percentuale di successo superiore al caso.
Ed in realtà, chi si occupa professionalmente di trovare falde acquifere per lo scavo di pozzi, non si affida certo a qualche sedicente fenomeno, ma a precise metodologie di ricerca con un grado certo di affidabilità.

Organizzare una sperimentazione per un rabdomante richiede un contesto ambientale omogeneo, privo di punti di riferimento ed un modo per verificare la correttezza delle affermazioni del presunto sensitivo. Una dettagliata descrizione di alcuni esperimenti condotti da James Randi in Italia si può trovare in “Flim Flam!” (“Fandonie!” E’ il titolo italiano), un gustoso volume che racconta in modo chiaro, e spesso divertente, alcune indagini rivelatrici su noti fenomeni “paranormali”.

La maggioranza dei rabdomanti è genuinamente convinta, per ingenuità o scarso spirito critico, dei propri “poteri”, ed accetta di buon grado di sottoporsi a controlli. Di fronte ad un fallimento, c’è chi è sorpreso, chi cerca scuse in fattori esterni e anche chi semplicemente prende atto di non avere alcun potere.

C’è però una minoranza di presunti sensitivi che sfrutta la credulità altrui per costruirsi un’attività economica ed una ingannevole reputazione. Costoro non sono disposti a rischiare i propri facili guadagni sottoponendosi a sperimentazioni sotto il controllo di veri esperti.

In alcuni casi il rifiuto è accompagnato da invettive ai limiti della diffamazione volte a delegittimare e screditare chi potrebbe smascherare le falsità dei “poteri” millantati. E questo vale per ogni genere di affermazione “paranormale” o pseudoscientifica, non solo nella rabdomanzia. Il personaggio con cui mi sono scontrato di cui accennavo all’inizio rientra esattamente in questa categoria.

Ed ecco spiegato anche il comportamento isterico ed il rifiuto di ogni discussione fondata sui fatti. Tipico è anche il tentativo di delegittimare pretestuosamente chi è in grado di smentire le pretese delle proprie presunte capacità paranormali.

Così il presunto sensitivo si trova costretto a rifiutare di sottoporsi a qualunque controllo, adducendo motivazioni, anche queste pretestuose, che appaiono prive di logica o di credibilità.

Una storia esemplare in questo senso si può leggere qui, dove si possono trovare anche informazioni su come si possa sottoporre a controllo un presunto sensitivo.

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Posted By: Aleks Falcone
Last Edit: 14 feb 2010 @ 03:45 PM

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 07 nov 2009 @ 6:12 PM 

Fonte: MedBunker

Stiamo assistendo ad una inutile e fuorviante campagna allarmistica a proposito della cosiddetta “nuova influenza”, chiamata anche, impropriamente, “suina”. Ogni giorno i telegiornali ci aggiornano sul numero totale di vittime del virus A/H1N1, come se fosse in atto chissà quale emergenza sanitaria.

Non viene pubblicizzato però il raffronto con le vittime della comune influenza stagionale, che porterebbe i numeri alla loro dimensione reale. Nei fatti l’influenza A è decine di vole meno aggressiva di quella che affrontiamo ogni anno.

Il rischio potrebbe arrivare da eventuali mutazioni del virus che lo rendano più pericoloso. Per questo l’OMS ha da subito tenuto sotto controllo la sua diffusione pandemica ed è stato prodotto e distribuito un vaccino secondo procedure di emergenza.

Vaccinandosi si è protetti dal virus anche se dovesse mutare nei prossimi mesi. Circolano numerose bufale a proposito di una presunta pericolosità dei vaccini in generale e di questo in particolare. Ma sono tutte, appunto, bufale.

I componenti sono esattamente gli stessi dei vaccini antinfluenzali somministrati ogni anno, per cui non esiste alcun pericolo correlato a questa particolare campagna di vaccinazione come viene urlato a gran voce da complottisti, incoscienti, truffatori e squilibrati di vario genere.

Un esempio della manipolazione criminale e della disinformazione allarmistica di questa gentaglia è descritto da WeWee. Un video proveniente dagli USA sta girando sul web spacciando dei presunti disturbi neurologici per effetti collaterali della vaccinazione. Ebbene, quella notizia è assolutamente falsa. Le implicazioni sono le solite: pseudo terapie e guaritori/truffatori “alternativi” alla Simoncini.

La scienza non mente mai, i ciarlatani lo fanno per mestiere.

Riporto di seguito l’ articolo di WeWee.

Nelle settimane scorse i movimenti “antivaccino” hanno scatenato un’offensiva incredibile per scoraggiare la gente a sottoporsi alla vaccinazione anti influenzale.
Praticamente inspiegabile e senza senso: la lotta che questi gruppi mettono in atto contro i vaccini è cieca. Per loro non ci si deve vaccinare. Punto. Non parlano di categorie a rischio, di eventuali indicazioni, di SE o di MA, sono CONTRO IL VACCINO tout court.

Chi si chiedesse il perchè riceve come risposta dei luoghi comuni, delle storie da gossip, senza fondamento scientifico e senza basi sulle quali far partire una discussione, anche perchè tutte le teorie antivacciniste si sono sempre basate su supposizioni, su allarmi infondati e non hanno mai fornito prove delle loro affermazioni. Puntualmente ogni movimento antivaccinista ha il proprio centro di “recupero” per danneggiati dal vaccino che esegue terapie non validate dalla scienza e naturalmente…a pagamento.

I danni che fanno queste persone sono DEVASTANTI. Creano il panico, seminano il terrore ingiustificato, confondono la popolazione. Il problema è tanto vasto che pure medici ed operatori sanitari sono in piena confusione. Questo è un esempio di come la “cultura del motore di ricerca” possa condizionare fasce della popolazione considerate finora “resistenti” alla pseudoscienza ed all’ignoranza.

Se la disiformazione fa vittime tra chi dovrebbe essere ben protetto, figuriamoci nei confronti di chi non ha le “armi” necessarie per fronteggiare un tale attacco di “spazzatura scientifica” di “bad science“.

Qualche giorno fa è stato pubblicato un video che ha ben presto fatto il giro del web (qualcuno l’ha definito un video di “viral marketing” tanta la sua diffusione) e che è arrivato anche in Italia: una ragazza avrebbe subito un danno gravissimo dalla vaccinazione antiinfluenzale.

Negli Stati Uniti il video è andato in onda in un notiziario della Fox, una rete seguitissima in America e tutt’ora è in corso una pesante discussione su questo caso che negli U.S.A. è diventato tra gli argomenti di punta.

Il video è un po’ “duro” perchè mostra una ragazza in preda a tremori, difficoltà di parola e fortissimi sintomi neurologici, quindi chi non si sentisse di guardarlo lo salti pure. La ragazza ha difficoltà nel camminare ed a parlare, l’unico modo di camminare correttamente è farlo “al contrario”, volgendo la schiena alla direzione prescelta oppure correre, atto che le permette pure di parlare normalmente.
Non c’è discussione in quel video, quei sintomi sono quelli della distonia e sono stati provocati dal vaccino.

Si tratta della 28enne Desiree Jennings, aspirante Cheerleader (lo dico perchè nel web si è diffusa la storia della “Cheerleader danneggiata dal vaccino” ovvero una “ragazza pon pon“, quelle ragazze che si esibiscono prima dell’inizio di una partita di basket o football, ruolo che nei camp statunitensi è considerato una sorta di primo passo per entrare nel mondo dello spettacolo.

Subito molti movimenti antivaccino si sono lanciati ad accusare i governi di avvelenare la popolazione, hanno terrorizzato tutti esortandoli ad evitare il “flu shot” (l’iniezione antiinfluenzale) e con loro anche delle associazioni di “recupero di danneggiati dal vaccino” si sono appropriate di quella testimonianza per farne una bandiera del loro movimento. Hanno subito creato delle pagine internet dove si offrivano per curare la ragazza, ne seguivano le dichiarazioni ed esprimevano il loro disprezzo per i vaccini.
In particolare un gruppo statunitense, Generation Rescue, seguace delle tecniche DAN (Defeat Autism Now!) molto attivo nelle “cure alternative” sui soggetti con autismo (che a loro dire è causato da vaccini), ha creato un vero e proprio caso attorno alla storia della ragazza eleggendola ad “evidenza” dei danni dei vaccini.
Questa associazione è stata fondata da due attori (Jenny McCarthy and Jim Carrey) ed è impegnata nel recupero (con pratiche non scientifiche) delle persone che hanno presunti o reali danni da vaccino).
La ragazza è stata raggiunta da loro rappresentanti ed ora è in cura presso i loro centri.

Ma da subito c’era qualcosa che non andava. La distonia è una patologia abbastanza conosciuta, con diverse cause (anche genetiche) e con sintomi abbastanza caratteristici. Esiste addirittura una distonia tipica dei musicisti che utilizzano in maniera esagerata alcuni gruppi di muscoli (come i chitarristi classici) ed anche il “crampo dello scrittore” rientra in questo tipo di disturbi del movimento.
Quelle immagini avevano qualcosa di “particolare” i sintomi non sembravano quelli della distonia.
Fermandosi un attimo a riflettere, dopo aver superato lo shock suscitato dalla storia (una ragazza in piena gioventù ridotta in quel modo non è un fatto semplice da digerire), la ragionevolezza poteva finalmente prendere il sopravvento.

Innanzitutto non è stato dimostrato nessun collegamento tra quei sintomi e la supposta distonia. La ragazza ad agosto aveva fatto la vaccinazione ma poteva benissimo essere solo una coincidenza, un fattore che non aveva sicuramente nessun legame accertato e non esisteva oltretutto nessun elemento che poteva collegare con sicurezza il vaccino al disturbo.

Inoltre, ammettendo l’eventuale colpa del vaccino in quella patologia, la notizia avrebbe pochissimo valore scientifico perchè bisognerebbe controllare quante persone vaccinate hanno sviluppato quel problema, che percentuale o quanti hanno accusato disturbi gravi. Importante aggiungere a questo punto che non è mai stato descritto in letteratura scientifica un caso di distonia provocato da una vaccinazione.
Un’informazione data in questa maniera insomma non è per nulla “scientifica” ma è più un “pettegolezzo“, tipo di giornalismo molto in voga in questi ultimi anni e che tanti danni può provocare all’opinione pubblica.
Così con la diffusione del video, diversi neurologi analizzarono quelle immagini dando un loro giudizio.
Nel mio caso (non sono un neurologo quindi la mia esperienza è molto limitata) non posso dire di aver visto un tipico caso di distonia, quelli che ho visto erano parecchio differenti, i movimenti diversi, il modo di parlare e di stare a riposo totalmente differente ma anche gli “strani” sintomi come l’essere capace di camminare “all’indietro” ma non in maniera normale e la capacità di parlare normalmente mentre corre. Ma come ho detto, non ho tratto conclusioni personali. Mi sono invece interessato quando anche un neurologo che di distonie ne vede parecchie e che ha un blog simile al mio e molto interessante, ha “studiato” il caso.
Leigh Vinocur è un medico di pronto soccorso intervistato dal telegiornale americano Fox News che è lo stesso che ha per primo pubblicizzato il caso. Il medico ha esplicitato le sue perplessità sul caso affermando che i sintomi non gli sembrano quelli di una distonia neurogenica (cioè da danno neurologico) ma psicogenica (cioè da problema psicologico) di quelle che si sviluppano in seguito ad un grosso stress o ad un trauma psichico. Non ci sarebbe quindi NESSUN legame con il vaccino o la vaccinazione.
Lo stesso medico ha consultato un neurologo che gli ha confermato la sua impressione.

Ma Vinocur non è stato l’unico ad avere dei dubbi sul caso.
Stesse perplessità sono sorte anche a Stephen Novella, neurologo della Yale University School of Medicine che gestisce un blog molto interessante NeuroLogica Blog.

Questo neurologo fa le stesse considerazioni dell’altro medico: a lui quei sintomi sembrano quelli di una distonia PSICOGENICA, psicologica quindi, mentale, non neurologica, che non avrebbe nessun legame con i vaccini.

The movements and symptoms that Ms. Jennings displays on the public videos I have seen (linked to above) are not compatible with the diagnosis of dystonia, or any other movement disorder.

“I movimenti ed i sintomi che miss Jennings mostra nel video che ho visto, non sono compatibili con la diagnosi di distonia o di qualsiasi altro disordine del movimento”.

E’ un neurologo a parlare eh? Questo non vuol dire che la ragazza debba per forza fingere o mentire o che non stia davvero male ma che ha probabilmente un problema che non ha nessun collegamento con il vaccino e probabilmente lei stessa potrebbe chiarire COSA può aver provocato quel disturbo.
Stessa opinione del dottor Stephen Grill del Parkinson’s and Movement Disorders Center del Maryland (USA) uno dei più grandi e prestigiosi centri medici del mondo. Per lui quei sintomi non sono quasi certamente rappresentativi di distonia.
Una parola definitiva sulla storia è quindi arrivata dagli esperti della Fondazione della ricerca medica sulla Distonia (un ente internazionale di studio sulla malattia) che, dopo essersi consultati hanno dichiarato ufficialmente che:

Based on the footage that has been shared with the public, it is their unanimous consensus that this case does not appear to be dystonia.
Basandoci sul filmato che è stato diffuso in pubblico, è loro [degli esperti, ndt.] unanime opinione che questo non sembra un caso di distonia.

Hanno rilasciato lo stesso comunicato anche nella home page del loro sito.
All’appello dell’associazione si è unito quello di altre associazioni americane di pazienti distonici, scandalizzati e stupiti della strumentalizzazione di una malattia che ha reso molte vite complicate.

Qualcosa quindi non era come sembrava a prima vista. Pubblicizzato come un caso di distonia causata dalla vaccinazione anti influenzale, la bolla tende a scoppiare rumorosamente e ridimensionarsi. Ma nel frattempo tanta gente resta disorientata e confusa non sapendo cosa fare.
Quando sono sorti i primi dubbi sul problema della ragazza, alcuni piccoli colpi di scena. Le pagine del gruppo Generation Rescue a lei dedicate sono scomparse. Il responsabile della stessa organizzazione è stato contattato ed attaccato da varie associazioni americane di pazienti con distonia che lo hanno accusato di strumentalizzare la loro malattia per i suoi interessi.
Della ragazza attualmente nessuna notizia. La Fox, l’emittente televisiva americana che aveva lanciato lo “scoop” si è affrettata a smentire ed ha invitato diversi neurologi e medici a discutere di questa storia.
E’ lei in fondo, Desiree la vera vittima di tutta la storia e non si tratta della vittima di una vaccinazione nè di un raro caso di effetto collaterale inspiegabile è l’ennesima vittima di avvoltoi di gente senza scrupoli che saltano sul carro che può far guadagnare visibilità e quindi probabilmente soldi.

Non hanno esitato un attimo a pubblicizzare in tutto il mondo il caso di Desiree come un caso di danno da vaccino ed ora che sembra tutto smentito nessuno ha fatto un passo indietro, nemmeno per rispettare la ragazza o chi soffre davvero di questa malattia. Hanno invece iniziato ad attaccare sia i neurologi che hanno espresso i loro dubbi, sia la Fox che sta cominciando a dare voce anche a chi nega il collegamento vaccino-distonia.
La distonia psicogenica ha una tipica remissione spontanea, guarisce cioè da sola dopo un certo periodo di tempo.
Sarebbe curioso (e devo dire anche abbastanza scontato) se il centro che ha in cura la ragazza, quando questa guarisse spontaneamente, dichiarasse di averla guarita con i propri mezzi.
Aspettiamoci quindi una doppia presa in giro, anche la beffa della “guarigione miracolosa“.

Per questo è necessario informarsi prima di allarmarsi, controllare prima di spargere paure e bisogna tenere gli occhi aperti perchè lì fuori c’è sempre qualcuno pronto ad approfittare delle nostre debolezze, fisiche o psicologiche che siano.

A voi le conclusioni e soprattutto a voi decidere che considerazione e che attendibilità dare a chi fa terrorismo su argomenti così delicati.
Sempre più triste.

Alla prossima.

Aggiornamento 07/11/09: Come volevasi dimostrare. Desiree è in via di guarigione, sta meglio ed i suoi sintomi dopo un paio di settimane sono spariti. Grazie alla segnalazione nei commenti (grazie Fozzillo), il finale è quello che ci si aspettava. Lo racconta lei stessa.
L’ha “guarita” il dott. Rashid A. Buttar, componente di quella Generation Rescue che si era autoproclamata “salvatrice” della ragazza.
Il dott. Buttar, pluririchiamato dal suo ordine dei medici in passato, è un simpatico guaritore che “cura” chiunque dai “danni da vaccini” mediante la chelazione (ne parleremo prossimamente) che è un procedimento che libererebbe gli organismi dei metalli accumulati per colpa dei vaccini.
Buttar è un guaritore di quelli seri, alla Simoncini per intenderci, che cura il cancro con iniezioni di urina e che si fa pure pagare per questo.
La ragazza sta bene, la sua malattia causata dal vaccino è sparita in pochi giorni ed il guaritore ha vinto.
Un copione, amaro, che si ripete puntualmente.

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Posted By: Aleks Falcone
Last Edit: 14 feb 2010 @ 05:23 PM

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 04 nov 2009 @ 7:56 PM 

Dopo la recente, ennesima, condanna per truffa che colpisce la multinazionale fondata da Hubbard, oggi un’altra storia di violenza si aggiunge ai numerosi casi di soprusi già registrati dalle cronache in tutti i Paesi dove Scientology non è stata ancora dichiarata illegale.

La storia viene da Torino, e nei suoi elementi essenziali ricalca il consueto modo di procedere della pseudo setta americana. Compresa la negazione totale di ogni responsabilità, contro tutte le evidenze. Ma le prove e le condanne si accumulano…

L’articolo che segue proviene da La Stampa.

04/11/2009 – esposto – UNA DONNA DI 31 ANNI RACCONTA IL SUO CALVARIO CON DUE ADERENTI ALLA SETTA. E’ STATA «LIBERATA» DAI GENITORI

“Schiavizzata da Scientology”

“Obbligata a consegnare i miei beni, se mi ribellavo mi picchiavano”

di Massimo Numa

Torino. Segregata, privata dei soldi e di tutti i suoi averi, costretta a lavorare per mesi senza stipendio e indotta a diventare una seguace di Scientology. La storia – triste ed angosciante – di Marina (nome di fantasia), professionista torinese di 31 anni, sarà al centro di un’indagine giudiziaria della procura. In un lungo esposto, presentato dal suo legale di fiducia, Loredana Gemelli, racconta di un lungo «calvario», organizzato, in ogni dettaglio, da due presunti fedeli della Chiesa di Scientology: un uomo e una donna. Lui imprenditore, lei segretaria. Il primo rivestirebbe un ruolo di rilievo all’interno di una delle sedi del Nord-Est; la seconda sarebbe una «fanatica discepola» di L. Ron Hubbard, fondatore di Scientology, complice ed anche esecutrice di violenze psicologiche e vessazioni di ogni tipo.

«Nel maggio 2009, X ha cominciato a parlarmi dell’organizzazione di Scientology, della quale era diventato devoto seguace, consigliandomi l’adesione visti i grandi benefici che diceva di avere ricevuto… diceva di essere un “clear”, spesso in viaggio, diretto nella sede di Copenhagen…». «Dopo il primo mese, i due iniziavano a propormi continuamente la lettura di libri riguardanti la filosofia dell’organizzazione…». E ancora: «In particolare, dopo il primo mese di lavoro (in una società gestita dall’adepto) i due cominciavano un ossessivo trattamento, volto ad indottrinarmi; la lettura dei libri era diventata obbligatoria e dopo ero costretta a scrivere delle relazioni su ciò che avevo fatto di sbagliato nella vita. Dovevo farlo dopo il lavoro, tra le 18 e le 24, alla presenza dell’adepta».

Un incubo. A Marina hanno tolto tutto: carte di credito, assegni, gioielli, custoditi nella cassaforte dell’azienda. Le danno 50 euro alla settimana, per il cibo. Privata di ogni autonomia, sorvegliata 24 su 24 ore. Alla fine, ridotta a uno scheletro: «Pesavo 39 chili, dormivo solo quattro ore per notte, sempre sotto accusa per gli scarsi risultati lavorativi…».

«…In seguito, siccome cercavo di ribellarmi, l’indottrinamento si fece più pressante, adesso ero costretta a leggere i libri di Scientology in presenza dei due soggetti, i quali mi chiedevano poi la spiegazione di quanto letto e in caso di non comprensione, mi toccava di rileggere gli stessi passi più e più volte… Mi dicevano che la ragazza che aveva lavorato undici anni in quell’ufficio, era stata licenziata perché si rifiutava di seguire le teorie di Scientology…».

Accuse pesanti. Alle fine, dopo mesi di pressing, mentre l’orario di lavoro si fa sempre più massacrante e il diktat di studiare i libri di Hubbard sempre più imperioso, il presunto «clear» passa all’attacco. Vuole soldi: esattamente un assegno da 30 mila euro, a titolo di garanzia per le spese che «stava sostenendo». Marina riesce a resistere. E loro la costringono a telefonare ai genitori, per farsi inviare un nuovo libretto degli assegni e la carta di credito, poiché quella che le avevano sottratto era nel frattempo scaduta.

La professionista tenta di ribellarsi, non vuole più sottostare al regime di schiavitù e di violenza psicologica; la donna che la sorveglia, mentre lei «ormai stremata» le aveva detto piangendo di volersene andare, perde ogni controllo: «Dopo un litigio mi afferrava per il collo e mi sbatteva contro il muro, e subito dopo affermava che lo faceva per il mio bene e anche lei aveva vissuto la stessa esperienza».

La salvezza arriva la notte del 31 luglio. I genitori di Marina, insospettiti dalla telefonata della figlia, si sono precipitati in quella città del Nord Est e l’hanno liberata dai suoi presunti persecutori. Che avrebbero preteso ancora altri soldi. «Una volta rientrata a Torino, feci bloccare il bancomat e le carte di credito. Scoprii che, in tutto quel tempo, mi avevano accreditato, come stipendio per il mio lavoro, solo 700 euro». Il danno e la beffa.

Scientology definisce «Clear» l’essere umano libero dai suoi traumi (e cosciente della sua «mente reattiva»). Il cammino verso lo stato di «Clear» passa attraverso diversi livelli di «auditing», una tecnica uno-a-uno tra un praticante (detto auditor) che pone domande e un paziente» (detto preclear). I livelli di auditing, detti «Gradi», come tutti i corsi e i servizi di Scientology, sono a pagamento.

La Chiesa di Torino: «Non siamo a conoscenza di questi fatti»
La Chiesa di Scientology di Torino, interpellata per una replica rispetto al contenuto dell’esposto-denuncia, ha risposto, attraverso l’addetto stampa, Giuseppe Cicogna, responsabile degli Affari Pubblici, con una stringata e-mail,: «Non possiamo rispondere analiticamente non essendo a conoscenza dei fatti. Grosso modo ci sembra rientrare in quell’atteggiamento nei confronti della Chiesa di Scientology che spesso appartiene più alle redazioni dei giornali che alla vita. Oltretutto la disinvoltura con cui il giornale ci ha comunicato che non poteva farci avere ulteriori informazioni perché contenute in un documento coperto da segreto istruttorio di cui copia, appare particolarmente grave sia pure nel bilanciamento del diritto di cronaca».

Per chi volesse approfondire l’argomento, una grande quantità di documenti originali e traduzioni posso essere reperiti su Allarme Scientology.

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Posted By: Aleks Falcone
Last Edit: 14 feb 2010 @ 05:16 PM

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 20 ott 2009 @ 11:57 PM 

05_Flatbed_2 - OCTOBER Credevate che gli arcobaleni fossero tra i fenomeni atmosferici più affascinanti? Osservate le nuvole. E poi la reazione di persone apparentemente equilibrate che si spaventano a guardarle…

Una misteriosa nuvola a forma di aureola è stata avvistata nel cielo sopra Mosca pochi giorni fa. A prima vista si può pensare che la fotografia della nuvola circolare sia stata creata ad arte con Photoshop: sembra troppo perfetta. Ed invece è esattamente così che è apparsa ai meravigliati moscoviti. In milioni hanno potuto osservare la luminosa nuvola ad anello sulla parte occidentale di Mosca che ha spito i cittadini a fermarsi per fotografare o riprendere la strana formazione.

Non appena il fenomeno è apparso, i maniaci degli UFO hanno cominciato a parlare di “vero mistero”. C’è stato addirittuta chi l’ha paragonato con la nave spaziale gigante del film “Independence Day”. La realtà ha presto smorzato gli entusuasmi di chi precognava una prossima invasione aliena. Un articolo del Daily Mail spiega che la “nuvola circolare luminosa” è banalmente un’illusione ottica. Nulla a che vedere, dunque, con atterraggi di extraterrestri sulla Piazza Rossa.

Un portavoce ufficiale del dipartimento meteorologico di Mosca ha spiegato all’emittante Vesti 24 che fronti d’aria di origine artica hanno attraversato il cielo di Mosca. Il sole, illuminando da ovest la scena, ha generato questo particolare fenomeno. “E’ un puro effetto ottico, anche se spettacolare. Si vedrebbero molte cose strane se si osservassero regolarmente le nuvole”, ha concluso il funzionario.

L’isteria ufologica s’è scatenata ugualmente. Qualcuno ne ha fatto un video e l’ha caricato su Youtube, ed ecco il caso ufologico della settimana. In pochi giorni le visualizzazioni sono state centinaia di migliaia. Divertentissimi i commenti su web e dai media, nono solo russi. Si va dall’ipotesi dello Stargate aperto sopra Mosca, al segnale per il prossimo giorno del giudizio. Si sono letti (ed ascoltati) giornalisti raccontare seriamente cose tipo: “gli scienziati respingono le ipotesi su un’attività UFO” oppure “la gente è sconcertata dalla misteriosa luce circolare”…

Non ho ancora sentito nessuno proclamare che i cerchi nelle nuvole, dopo quelli nel grano, siano simboli creati da una civiltà aliena per comunicare con noi. Ma non mi meraviglierei se questa ipotesi fosse già stata formulata. Mancano soltanto la teoria cospirazionista della “meteorologia ufficiale”, i sostenitori delle scie chimiche, la donna barbuta e l’uomo elefante.

L’ufologo del “Sun”, Nick Pope, ignora la realtà e si rifugia nel suo mondo immaginario, affermando che si tratti di un mistero: «E’ davvero incredibile. Qualunque cosa sia, sul Web non mancano di certo le teorie». Certo, ci sono sempre tante teorie quando nessuna ha senso nel mondo reale. In questo modo è facile creare il “mistero” anche (e soprattutto) dove non esiste.

Possibile tutto questo clamore per una nuvola? Chi vuol credere a ciò che non esiste s’accontenta di poco. Basta definire “inspiegabile” un comune fenomeno meteorologico per farlo diventare la prova dell’invasione degli omini verdi. A due settimane da Halloween, è il momento migliore per le pagliacciate.

A noi, però interessano i fatti, non le fantasie degli ufologi. A noi interessa la meraviglia della scienza, non le noiose e ripetitive storie di chi non sa vederla.

Fonti:

Aggiornamento:

Un post di Paolo Attivissimo sullo stesso argomento contiene la spiegazione dettagliata del fenomeno proposta da un meteorologo sulla base dei dati meteo di Mosca.

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Posted By: Aleks Falcone
Last Edit: 14 feb 2010 @ 05:03 PM

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Categories: Scienza, Ufologia

 16 ott 2009 @ 11:52 AM 

Le cosiddette “medicine alternative” sono pratiche senza fondamento, pericolose e prive di efficacia. L’omeopatia è una immane e pericolosa menzogna: nessuno dei numerosi studi condotti è riuscito a dimostrare che i cosiddetti “rimedi” omeopatici (in cui, ricordiamolo, sono del tutto assenti i principi dichiarati sulla confezione) abbiano il minimo effetto benefico.

Una società sana ed informata avrebbe già messo al bando questo genere di ciarlatanerie. Ed invece ogni giorno dobbiamo registrare tragedie provocate dai dispensatori di pseudomedicine.

Così tocca raccontare l’ennesima storia che si conclude con una vittima innocente. Questa volta la storia viene da Sydney, Australia. Ad una bambina affetta da una grave forma di dermatite, i genitori, fanatici dell’omeopatia, hanno negato le cure mediche condannandola a continue gravi e dolorose infezioni fino alla morte. I genitori sono stati incarcerati, ma l’omeopatia è ancora legalmente praticata: a quando la prossima vittima?

L’articolo che segue proviene dal Guardian, la traduzione è mia.

Coppia di omeopatici incarcerati per la morte della figlia

Fonte:
Associated Press, Sydney
guardian.co.uk, lunedì 28 Settembre 2009

Un marito e sua moglie sono stati incarcerati oggi (lunedì 28 settembre, ndt) per l’omicidio della loro bambina, morta per la scelta di curare la grave forma di dermatite della quale era affetta con rimedi omeopatici invece che con la medicina convenzionale.

Thomas Sam, 42 anni, istruttore di omeopatia, e sua moglie Manju, 37 anni, di Sydney, erano stati condannati in giugno dopo la morte della loro figlioletta Gloria, di nove anni, per setticemia e malnutrizione, avvenuta nel maggio del 2002.
I genitori hanno rischiato una pena massima di 25 anni di carcere. Il giudice della corte suprema del Nuovo Galles del Sud, Peter Johnson, ha disposto per Thomas Sam un minimo di sei anni in cella, con un massimo di otto anni, e per Manju un minimo di quattro anni con una pena massima di cinque anni e quattro mesi.

Johnson ha affermato che esiste una “enorme voragine” tra il comportamento della coppia e le azioni che dei genitori avrebbero ragionevolmente compiuto. L’imposizione “arrogante” di Thomas Sam della sua preferenza per l’omeopatia e la sottomissione di Manju Sam al il proprio marito hanno portato alla morte della loro figlia.

Secondo i procuratori Thomas Sam ha continuato a consultare omeopati e praticanti di medicina naturale dopo la diagnosi di sua figlia quando aveva solo quattro mesi. La sua salute ha continuato a deteriorarsi rendendo bianchi i suoi capelli scuri.

Gloria risultava malnutrita a causa della sua battaglia contro le infezioni che entravano in circolo attraverso le lesioni sulla sua pelle.

I suoi genitori infine l’hanno portata in ospedale ed i medici sono intervenuti su un’infezione agli occhi che aveva cominciato a sciogliere le cornee e le hanno somministrato della morfina. La bambina è morta tre giorni dopo.

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Posted By: Aleks Falcone
Last Edit: 14 feb 2010 @ 04:55 PM

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 15 ott 2009 @ 3:56 PM 

Non sarà mai sottolineato abbastanza: le cosiddette cure “alternative” sono una truffa pericolosa. Esiste una sola medicina, il resto è superstizione e stregoneria.

La scorsa settimana è salito all’attenzione dei media il caso di un bambino ucciso nel 2006 dalla cosiddetta “medicina ayurvedica“. Il procedimento nei confronti del medico bolognese che ha sostituito la terapia medica con questa pseudoterapia, è stato avviato con un’ipotesi di reato per omicidio colposo. La Procura, nell’udienza preliminare, e questa è la notizia che fa clamore, ha modificato la richiesta del capo d’accusa in omicidio volontario.

Il piccolo paziente, originario di Cavalese, era ammalato di fibrosi cistica fin dalla nascita. Per questo era sottoposto ad una cura farmacologica a base di cortisone e antibiotici presso un centro specializzato di Verona.

Alla fine del 2005, seguendo lo sciagurato consiglio di un erborista del paese, i genitori del piccolo (prima indagati ma poi prosciolti) si erano rivolti a Guido Sartori, 52 anni, un “medico ayurvedico” di Bologna. Da allora il bambino non venne più portato a Verona, né dalla pediatra che l’aveva seguito fino ad allora.

Le frequenti crisi con febbre alta e gravi difficoltà respiratorie del piccolo venivano affrontate dal medico “alternativo” con tisane, erbe, polveri e oli minerali. Nulla di tutto ciò rappresenta una qualsivoglia terapia, naturalmente. Però tutti i prodotti che i genitori della vittima erano indotti ad acquistare, provenivano dall’erboristeria della moglie del “dottore” accusato di omicidio.

La famiglia del bimbo si trasferì in provincia di Teramo, nella speranza che il mare giovasse alle sue condizioni. Ma dopo nove mesi di calvario, senza nessuna cura medica, le sue condizioni si erano molto aggravate. Il bambino finì al pronto soccorso in condizioni disperate e morì tra le braccia della madre.

L’inchiesta che ne è seguita, condotta dal pm Antonella Scandellari, fu aperta dalla Procura di Teramo, dove è avvenuto il decesso, e poi passata a Bologna, dove Sartori ha lo studio. Costui, laureato in medicina e presidente dell’Associazione pazienti ayurvedici, sostiene di non aver imposto la sospensione delle cure, nonostante i genitori della giovane vittima abbiano sempre dichiarato il contrario.

La consulenza medico legale del dottor Cristian d’Ovidio, agli atti, indica come causa della morte proprio l’abbandono delle cure mediche. L’aspettativa di vita nei casi di fibrosi cistica si attesta mediamente intorno ai trent’anni, ed il trattamento terapeutico che il bambino seguiva dalla nascita gli avrebbe consentito di vivere ancora molti anni. La pseudoterapia l’ha ucciso a sei anni.

Il pm Francesco Caleca, che sostituisce la collega Scandellari, davanti al gup dove si e’ svolta l’udienza preliminare ha chiesto che Sartori sia giudicato per omicidio volontario nella formula del dolo eventuale. Sartori, secondo l’accusa, avrebbe  sospeso le cure mediche per somministrare al bambino unicamente prodotti erboristici senza alcuna valenza terapeutica: in tal modo avrebbe accettato volontariamente il rischio concreto della morte del paziente che di fatto non riceveva più alcuna cura.

Il pm Valter Giovannini ha spiegato la decisione della Procura: “Abbiamo deciso di mutare il capo di imputazione dopo aver riletto le testimonianze di altri pazienti, con patologie meno gravi, a cui il medico aveva sospeso le terapie tradizionali. Siamo convinti che il dottore, sospendendo la terapia tradizionale, ha accettato il rischio che si potesse verificare l’evento morte“.
Di fronte alla nuova imputazione, gli avvocati dell’accusato hanno ottenuto il rinvio dell’udienza, che è aggiornata al 10 dicembre.

La cosiddetta “medicina ayurvedica” è una disciplina filosofico-religiosa indiana che deriva da antichi testi sapienziali scritti in sanscrito, i “Veda“. In particolare dall’Atharva Veda, una raccolta di formule magiche, rituali, inni e preghiere, alcune delle quali di argomento “medico”.

Costruire su tali basi una disciplina medica equivale ad elevare esorcismi e stregonerie a medicina. Eppure sono numerosi i ciarlatani che oggi, nel XXI secolo, spacciano ancora questa ed altre pseudoterapie, ed altrettanto numerose sono le vittime inconsapevoli, come questo caso testimonia.

Colpa, e sottolineo il termine colpa, anche di giornali e giornalisti che trattano gli argomenti scientifici con dilettantesca superficialità. Basta chiamare la superstizione ”medicina tradizionale” per alimentare pregiudizi e disinformazione dove questi si rivelano più pericolosi e favorire volgari profittatori nei loro immondi traffici.

Ora andiamo a vedere un grottesco comunicato stampa del 9 ottobre, a proposito di questo caso. Il comunicato è firmato da Antonella Ronchi, a nome di un “Comitato Permanente di Consenso per le Medicine Non Convenzionali in Italia”.
Come si comprende già dal nome, si tratta di persone con l’obbiettivo dichiarato di ottenere in Italia un “consenso” per le pseudo medicine. Un gruppo organizzato per la disinformazione medica, insomma.

Ricordiamo che una terapia è ammissibile solo quando sperimentazioni cliniche metodologicamente corrette ne abbiano dimostrato efficacia e sicurezza. Il nome “terapie non-convenzionali” è ingannevole, poiché nasconde pratiche che con la medicina hanno poco o nulla a che vedere, senza alcuna efficacia comprovata e per questo sempre pericolose.

Il contenuto del comunicato stampa, una sorta di excusatio non petita con cui si cerca di affermare che le “cure ayurvediche” non siano un cumulo di bufale, rafforza l’idea di disonestà emanato da un simile “comitato”. Come?

Innanzitutto si gettano dubbi sulle condizioni del bambino e sui benefici ottenuti dalle cure mediche vere e si invoca come assolutoria l’inattività dell’Ordine dei Medici di Bologna. In sostanza, siccome l’Ordine non ha espulso Sartori, allora costui sarebbe innocente di fronte alla giustizia.

Poi si passa a sminuire e strumentalizzare la morte del bambino cercando di farlo rientrare in una statistica di mortalità in cui “l’evento morte” può avvenire “qualunque mezzo terapeutico adotti”, evocando l’improbabile “paradosso che i sanitari dovrebbero rifiutarsi di prestare cura al paziente per evitare di essere messi sotto accusa.”

La signora Ronchi “dimentica” opportunamente che questo caso è esattamente opposto: Sartori è accusato di omicidio volontario perché ha sospeso le cure al paziente sostituendole con tisane ed erbe. In altre parole, è sotto accusa perché ha rifiutato al paziente le cure che, essendo medico, sa essere efficaci. Paradossale è semmai difendere il comportamento di un medico che nega la verità scientifica per rivolgersi a pratiche prive di fondamento.

Non è finita qui.
La signora Ronchi si mette a raccontare la favola cara agli pseudomedici:
la medicina Ayurvedica è un antico sistema medico che fa parte della tradizione indiana e che proprio in India affianca, con pari dignità, la Medicina Convenzionale e la Medicina Omeopatica.”

Cosa manca in questa affermazione? Un dettaglio: le cosiddette medicine “non-convenzionali” non sono terapie mediche, non curano alcunché, né esiste un solo caso documentato di efficacia di una qualunque “terapia non-convenzionale” su un qualunque disturbo.

Ed il fatto che un “antico sistema medico” in migliaia di anni non abbia prodotto alcuna evidenza di efficacia è una certificazione storica che si tratta di pura superstizione.

Il comunicato dei “non-convenzionali” termina con una menzogna:
La trasformazione del capo d’accusa in omicidio volontario sottintende la valutazione che in medicina si possano proporre scelte nette, tra una medicina efficace e sicura e altri approcci vaghi e inaffidabili.
La realtà non è questa, la medicina non dà verità definitive e verdetti indiscutibili, ma esprime la ricerca umile e partecipata del migliore strumento per il singolo paziente che al medico si rivolge
.”

La realtà è proprio questa: si possono, anzi si devono, compiere nette distinzioni tra, da un lato, la medicina e le sue terapie sperimentate ed efficaci, e dall’altro lato gli “approcci vaghi ed inaffidabili” senza fondamento scientifico, senza risultati concreti, senza documentazione di efficacia e, soprattutto, senza guarigione delle pseudoterapie “non-convenzionali”.

Il migliore strumento in mano ai pazienti è la corretta informazione. L’ignoranza è un’arma in mano ai ciarlatani “alternativi”. Ed è un’arma che, come vediamo, uccide sempre gli inoocenti.

Fonti:

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Posted By: Aleks Falcone
Last Edit: 14 feb 2010 @ 04:48 PM

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 14 ott 2009 @ 4:59 PM 

Esterno, notte. Un quartiere residenziale, periferia, stradine col bordo bianco, basso; tra casette e piccoli condomini, parchi grandi come giardini. Deserto e silenzioso. Sei individui tentano di avviare un’auto in panne. Lei si lascia spingere, tossisce e si ferma. Una civetta ride, beffarda.

La Luna è nera, invisibile sullo sfondo del buio. Non ci sono stelle.
A questo punto non appaiono vampiri, licantropi o Grandi Antichi. I sei scovano il manuale e studiano lo schema dei fusibili sul quadro elettrico.

Sono allegri, nonostante la stanchezza. La civetta si offende e tace. Forse si chiede chi siano questi strani tizi che ridono in piena notte di fronte ad un problema improvviso.

Gli allegri, me compreso, sono appena tornati dal XI Convegno del CICAP ad Abano Terme. Hanno vissuto quattro splendide giornate in un ambiente sano ed amichevole (unico dispiacere è che siano finite).

Il CICAP fa bene allo spirito ed alla mente. L’impegno che in tanti abbiamo profuso per la riuscita dell’evento era abbondantemente ripagato tutte le sere tra pizze e giochi di prestigio al momento della cena.

E quando i commensali si chiamano Piero Angela, Massimo Polidoro, Silvan, Raul Cremona, Luigi Garlaschelli, Marco Morocutti, Paolo Attivissimo, Francesco Grassi, Lorenzo Montali, Steno Ferluga, Giuseppe Lippi, Andrew Basso, Simone Angioni e tanti altri che non nomino solo per i limiti della mia memoria, non si può non sentirsi appagati.

Tra i grandi ospiti dell’evento non posso evitare di citare tra gli altri Silvio Garattini ed Umberto Guidoni. E non posso nascondere l’attesa per vedere come il tutto sarà raccontato in tv da Pif , di cui mi ha sorpreso in positivo l’attenzione manifestata per le attività del Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale. Ha sorpreso meno il suo curioso ingresso con cucchiaino e videocamera.

Vorrei nominare uno ad uno tutti coloro che hanno reso unico questo evento, organizzatori, collaboratori, volontari, relatori e congressisti, ma dimenticherò di sicuro qualcuno. Allora saluto e ringrazio in ordine casuale chi ho “incrociato” più spesso: Marino, Laura, Valentina e Valentina, Daniel, Antonella, Mauro, Alessandra, Andrea, Michele e Michele, Cristina, Giuliana, Nicolas, Paola, Lorenzo, Beatrice, Filippo, Matteo, Massimo e Massimo, Salvo, Fabio, Francesco, Graziano, Antonio eccetera, eccetera (lo sapevo che avrei dimenticato qualcuno).
Chi manca lasci pure il suo nome nei commenti :D .

A chi non ha avuto la fortuna di partecipare, a chi non conosce il CICAP, posso solo augurare di esserci al prossimo convegno fra due anni.
Nel frattempo si può aderire al CICAP , si può partecipare al prossimo corso di indagine scientifica sul paranormale, acquistarne le pubblicazioni, partecipare alle conferenze ed alle varie iniziative in giro per l’Italia.

La scienza è meraviglia e divertimento, oltre che cultura di dialogo e partecipazione alla conoscenza. Il CICAP è tutto questo, con l’obbiettivo di sottrarre spazio alle falsità e l’ignoranza diffusa dai media a proposito di temi scientifici e presunti fenomeni anomali. E’ un compito difficile e complesso, che richiede pazienza e determinazione. E costa tempo e denaro.

Il CICAP sostiene le proprie attività esclusivamente mediante le quote d’iscrizione dei soci e la vendita di pubblicazioni. Anche se circolano da anni ridicoli pettegolezzi su presunti finanziamenti da parte di servizi segreti, alieni e complotti globali: diffondere una corretta informazione scientifica infastidisce squallidi personaggi abituati a sfruttare l’ingenuità della gente. Dettagli su cosa sia il CICAP e chi siano i suoi membri si trovano qui: http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=100439.

Di seguito, i link ad altri commenti sul Convegno appena concluso.

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Categories: Diario

 07 ott 2009 @ 11:03 AM 

Ricevo e pubblico:

linuxday2009_logo Un PC usato ci salvera?

Nell’ambito del Linux Day 2009, il 24 ottobre, a Sommacampagna, l’Officina OS3 presenterà la sua idea di Linux: ricostruire i vecchi PC (col sistema operativo del pinguino) contro la crisi della società dei consumi.

Sabato 24 ottobre 2009, dalle ore 16, a Sommacampagna, nella sede dell’officina OS3 (http://www.os-3.org), in via Carlo Alberto 25a, si terrà il Linux Day 2009, in contemporanea con i circoli Linux in tutto il territorio nazionale. Il Linux Day è infatti una manifestazione nazionale promossa da ILS (Italian Linux Society) con lo scopo di promuovere Linux e il software libero.

Come di consueto, gli eco-informatici di OS3 hanno organizzato un evento tutto incentrato sui temi della decrescita e della crisi energetica.

Fin dalla nostra fondazione,” dice Matteo Castioni, presidente dell’Officina OS3, “abbiamo considerato il recupero dei computer dismessi (trashware) come la nostra proposta di decrescita in un mondo votato al consumismo e alla devastazione del territorio.

Gli attivisti di OS3 hanno trovato in Linux e nel software libero la soluzione a problemi tecnici e legali che condannerebbero alla discarica montagne di computer ancora funzionanti. Installando, sui PC ricostruiti, programmi liberi da licenze commerciali, si dà nuova vita a macchine ancora dignitose, evitando inutili salassi economici, ma anche l’inutile scempio ambientale che la produzione di ogni computer si porta dietro.

In tempi di crisi economica e di riflessioni sul futuro del nostro pianeta, è giunto il momento per un ulteriore passo avanti: “Oggi proponiamo il trashware come vera e propria tecnologia di transizione,” continua Castioni, “un piccolo corredo di saperi nuovi e antichi per ricostruire una civiltà virtuosa, al di fuori dell’arroganza e dell’avidità, proprie dell’attuale homo oeconomicus.

Non riteniamo che si possa salvare il mondo attraverso il recupero dei PC usati,” sostiene Mirco Gasparini, responsabile dell’officina di Sommacampagna, “ma attraverso questa pratica virtuosa si può acquisire la padronanza di una tecnologia che potrà esserci utile in tempi di crisi.

La nostra pseudo-civiltà sta ignobilmente sprecando acqua, energia e territorio,” continua Gasparini, curatore del blog ‘Less’ (http://www.gasmiro.eu/), “e quando queste risorse non saranno più sovrabbondanti, l’umanità si affiderà a chi ’sa fare qualcosa’, e anche saper smontare e rimontare un attrezzo complicato potrà aiutarci.

Il programma prevede, dopo la presentazione dell’attività decrescente di OS3, un incontro su picco del petrolio e trashware come tecnologia di transizione e la presentazione del DVD di installazione di Ubuntu-OS3, orgoglio dell’associazione. Come tradizione, chi porterà il proprio PC potrà farsi aiutare nell’installazione di Ubuntu-linux-os3, e chi vuole fermarsi a mangiare in compagnia, può farlo (previa prenotazione).

logo_os3

Programma

ore 16 apertura e accoglienza;
ore 17 conferenze:

* OS3: Officina per la decrescita digitale a cura del Presidente Matteo Castioni;
* Il Picco del petrolio: trashware con Linux come tecnologie di transizione di Michele Bottari;
* Presentazione della Distribuzione Ubuntu 9.04 OS3 di Enrico Bernardi e Matteo Granuzzo;

ore 20 cena “ol tughèda” di decrescita con risotto.

Durante la giornata sarà  possibile installare e provare Linux Ubuntu sui propri pc.

Per maggiori informazioni contattaci.

Cena con posti limitati: iscrizioni obbligatorie entro il 20 Ottobre alla info@os-3.org.

Comunicato stampa:
http://www.os3.org/wp-content/uploads/2009/10/cslinuxday.pdf

Contatti:
info@os-3.org

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Posted By: Aleks Falcone
Last Edit: 26 feb 2010 @ 12:45 PM

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 05 ott 2009 @ 7:51 AM 

Fonte: http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273973

Le analisi scientifiche e le testimonianze storiche avevano già dimostrato che la Sindone conservata a Torino è un manufatto del quattordicesimo secolo. Restava ancora una domanda senza risposta: come è stato realizzato il disegno di un corpo umano sul famoso telo?
Luigi Garlaschelli, chimico dell’Università di Pavia nonché esperto indagatore di misteri del CICAP, ha dimostrato che nel ‘300 erano disponibili le conoscenze e la tecnologia per realizzare la Sindone, replicandone la creazione.

Qui sotto il testo del comunicato CICAP.

In occasione dell’XI Congresso del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale), che si terrà ad Abano Terme il 9, 10 e 11 ottobre prossimi, il dott. Luigi Garlaschelli, chimico dell’Università di Pavia, terrà una relazione dal titolo “La Sindone si può riprodurre: ecco come”.

Garlaschelli presenterà la sua ricerca che gli ha consentito di ottenere per la prima volta una riproduzione della Sindone in grandezza naturale (4,40 x 1,10 metri).

«La Sindone di Torino è nota solo dal 1357 circa – spiega il chimico – e appena apparsa in Francia fu violentemente osteggiata dal locale vescovo locale, che la riteneva un falso. Un documento del 1389 indica anche che fu scoperto l’artista che l’aveva prodotta «in modo ingegnoso». Purtroppo, non viene fatto il nome dell’artista, né si dice quale fosse questo metodo. Secoli più tardi, nel 1988, la datazione col Carbonio 14 confermò che l’età della Sindone risaliva proprio attorno al 1300. Nonostante questo, molte persone ancora ritengono che essa sia il lenzuolo che avvolse il corpo di Cristo dopo la crocifissione, e che l’immagine possegga caratteristiche inspiegabili e irriproducibili con mezzi umani».

Gli studi condotti nel 1978 dal gruppo di scienziati dello STURP (lo Shroud of Turin Research Project) permisero di stabilire le proprietà della tenue immagine. L’immagine, il cui negativo appare sorprendentemente realistico, è superficiale (limitata alle fibre più esterne del telo di lino), non contiene pigmenti, ed è dovuta a un ingiallimento delle fibre del tessuto. Inoltre, l’immagine non mostra fluorescenza alla luce UV e contiene, se elaborata col computer, sorprendenti informazioni tridimensionali impossibili da ottenere da un normale negativo fotografico.

«La mia ricerca – continua Garlaschelli – resa possibile anche dal contributo economico del CICAP, dell’UAAR (Unione Atei Agnostici Razionalisti) e di molti privati – aveva l’obiettivo di verificare se un artista avrebbe potuto ottenerla con metodi disponibili anche nel 1300. Il risultato ottenuto indica chiaramente che tale risultato si poteva raggiungere con l’uso di materiali poco costosi e seguendo una procedura piuttosto semplice».

Luigi Garlaschelli anticiperà la sua relazione (mostrando il telo riprodotto e spiegando in dettaglio la tecnica usata per realizzarlo) per i giornalisti durante una conferenza stampa prevista per sabato 10 ottobre, alle ore 9,30, presso la Sala Stampa del Teatro “Pietro d’Abano” ad Abano Terme, sede del Convegno del CICAP.

Si pregano i giornalisti interessati di confermare la propria presenza scrivendo a: ufficio stampa@cicap.org o telefonando allo 049-686870.

Intanto, il quotidiano “La Repubblica” dedica oggi un’intera pagina (p.31) alla notizia con un pezzo firmato da Laura Laurenzi.

(5.10.09)

Aggiornamento

Ulteriori dettagli sono sul blog di Simone Angioni (http://simoneangioni.blogspot.com/2009/10/il-cicap-riproduce-la-sindone.html), che ha partecipato alla ricerca.

Vedi anche:

Aggiornamento.
Alcune reazioni nel mondo seguite all’annuncio:

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Posted By: Aleks Falcone
Last Edit: 14 feb 2010 @ 05:41 PM

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